Fwd: [🗣️Discussion-Migreurop] frontex et leggeri

miladyrenoirmiladyrenoir
2026-5-26 16:27

———- Forwarded message ———

De Yasha Maccanico yashanico@yahoo.com

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APPROFONDIMENTI

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Il caso Leggeri e l’impunità di Frontex

Il 2026 è l’anno in cui il mandato dell’agenzia sarà rivisto

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4 MAGGIO 2026

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EVA CASTELLETTI 1

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L’indagine su Fabrice Leggeri apre per la prima volta uno spiraglio su

un’agenzia che ha fatto dei respingimenti la propria politica. Nel

frattempo, però, l’Europa si prepara a darle ancora più poteri.

Fabrice Leggeri, ex direttore esecutivo di Frontex, è indagato in Francia

https://www.lemonde.fr/societe/article/2026/03/24/fabrice-leggeri-ex-directeur-de-frontex-et-eurodepute-rn-vise-par-une-enquete-pour-complicite-de-crimes-contre-l-humanite_6674028_3224.html

per

complicità in crimini contro l’umanità e tortura. Il 18 marzo, la Corte

d’Appello di Parigi ha aperto formalmente l’inchiesta, accogliendo una

denuncia presentata due anni prima dalla Ligue des droits de l’homme

https://www.ldh-france.org/ (LDH) e Utopia 56 https://utopia56.org/. Le

due organizzazioni lo accusano di aver facilitato, attraverso i suoi

agenti, l’intercettazione di imbarcazioni di migranti da parte delle

autorità libiche e greche, costruendo una politica volta a ostacolare

l’ingresso delle persone migranti in Europa a qualunque prezzo, compreso

quello in vite umane.

Si tratta di un avvenimento inedito: per la prima volta, la giustizia

francese esaminerà l’eventuale responsabilità penale di un ex vertice di

Frontex https://www.meltingpot.org/tag/frontex/ in relazione alla strage

che ha causato e continua a causare migliaia di morti nel Mediterraneo. Il

suo percorso professionale dice molto del clima politico in cui questa

storia si inserisce: dopo essersi dimesso dalla direzione dell’agenzia

nell’aprile 2022, sotto la pressione di un’indagine interna dell’Agenzia

europea antifrode, Leggeri non si è ritirato dalla scena pubblica. Nel

giugno 2024 è stato eletto al Parlamento europeo con il Rassemblement

National, partito di estrema destra. Leggeri rimane dunque attivo nello

spazio politico europeo, contribuendo ancora alla definizione di politiche

migratorie restrittive.

Vent’anni di espansione

Frontex nasce nel 2004 con un mandato chiaro: aiutare gli stati membri a

sorvegliare le frontiere esterne dello spazio Schengen. Attraverso

revisioni del mandato, l’agenzia ha progressivamente ampliato il proprio

ruolo. La svolta arriva nel 2019: da allora Frontex può operare anche fuori

dai confini dell’Unione, in cooperazione con le autorità di paesi terzi, e

dispone di un corpo permanente di agenti armati – il cosiddetto Standing

Corps – destinato a raggiungere i 10.000 effettivi entro il 2027. A questa

espansione corrisponde una crescita vertiginosa delle risorse. Nel 2025 la

Commissione europea ha assegnato a Frontex 1,1 miliardi di euro

https://altreconomia.it/il-ricatto-europeo-targato-frontex-sui-rimpatri-volontari-dei-migranti/:

dieci volte il budget dell’Agenzia europea per l’ambiente. Di questi, 133

milioni sono destinati ai rimpatri e appena 2,5 milioni alle attività

relative ai diritti umani, una proporzione che parla da sola.

I numeri sui rimpatri

https://altreconomia.it/il-ricatto-europeo-targato-frontex-sui-rimpatri-volontari-dei-migranti/

completano

il quadro: nel 2019 Frontex aveva contribuito al trasferimento “volontario”

di 155 persone, mentre nel 2024 di 35.637. Questa crescita del 2.181%

riflette l’immagine di un’istituzione che ha moltiplicato le proprie

competenze e risorse a una velocità che non ha trovato un corrispettivo nei

meccanismi di controllo e responsabilità.

L’agenzia che respinge i diritti

Gli scandali e le controversie di cui Frontex è protagonista sono

soprattutto legati ai pushbacks, i respingimenti, ovvero misure statali

volte a costringere rifugiati e migranti ad abbandonare il proprio

territorio, negando loro l’accesso alla protezione internazionale.

Cosa significhi un respingimento nella realtà, lo racconta la storia del

palestinese Amjad Naim

https://www.spiegel.de/international/europe/frontex-involved-in-illegal-pushbacks-of-hundreds-of-refugees-a-9fe90845-efb1-4d91-a231-48efcafa53a0.

Il 13 maggio 2020, Naim era a pochi metri dall’isola di Samos (Grecia)

insieme ad altri 30 migranti, quando un elicottero sorvolò l’area. Poco

dopo si avvicinò una nave con bandiera greca: uomini con il volto coperto

spararono in acqua e distrussero il motore della loro imbarcazione,

costringendo il gruppo a salire su due gommoni di salvataggio senza motore.

La Guardia costiera greca li trainò fino al confine turco, con l’acqua che

filtrava a bordo, poi sganciò la corda lasciandoli soli in mare. Solo ore

dopo la Guardia costiera turca li soccorse. Questo è solo uno dei tanti

casi che mostrano la collaborazione di Frontex in una pratica contraria al

diritto internazionale.

Nel 2021 Frontex era stata accusata di partecipare a respingimenti anche lungo

la rotta balcanica

https://www.infomigrants.net/en/post/29524/is-frontex-involved-in-illegal-pushbacks-in-the-balkans.

Diversi migranti hanno dichiarato di aver riconosciuto gli agenti di

Frontex grazie alle fasce sul braccio, con le stelle simbolo dell’Unione

Europea. Lo stesso accade nel Mediterraneo centrale: secondo Liminal, tra

il 2019 e il 2023, Frontex ha collaborato al respingimento verso Libia e

Tunisia di almeno 27.288 persone

https://altreconomia.it/oltre-27mila-naufraghi-respinti-in-libia-e-tunisia-grazie-a-frontex-la-nuova-ricerca-di-liminal/

.

Nel 2022, un gruppo di giornali europei ha pubblicato un’inchiesta

https://www.spiegel.de/international/europe/frontex-involved-in-illegal-pushbacks-of-hundreds-of-refugees-a-9fe90845-efb1-4d91-a231-48efcafa53a0

che

documentava il coinvolgimento di Frontex nel respingimento di circa un

migliaio di persone tra Grecia e Turchia tra marzo 2020 e settembre 2021,

un dato quasi certamente sottostimato. Questi episodi erano registrati nel

database dell’agenzia con la formula “prevenzione della partenza”, ma due

funzionari di Frontex e un membro della Guardia costiera greca hanno

confermato che dietro quella denominazione si celavano respingimenti

illegali. Frontex, così come Leggeri, ha sempre smentito le accuse, senza

però fornire spiegazioni convincenti, alimentando l’immagine di un

organismo caratterizzato dalla scarsa trasparenza.

È in questo contesto che Leggeri lascia l’agenzia nell’aprile 2022, dopo

sette anni di mandato. Le sue dimissioni vengono presentate lo stesso

giorno in cui il consiglio di amministrazione di Frontex avrebbe dovuto

discutere una serie di azioni disciplinari, in seguito a un rapporto

dell’Agenzia europea antifrode. Questo documentava le responsabilità di

Leggeri e di altri vertici in una serie di respingimenti avvenuti in

Grecia, individuando comportamenti irregolari nella gestione dei flussi

verso l’Europa. La sua linea difensiva, anche in quell’occasione, fu quella

della negazione.

Dopo Leggeri, la stessa rotta

Dal dicembre 2022 Hans Leijtens prende la guida di Frontex. Nonostante il

cambio ai vertici, la linea dell’agenzia rimane immutata. Interrogato sui

rapporti con la Guardia costiera libica, Leijtens ha dichiarato

https://altreconomia.it/non-vorrei-rimandare-le-persone-in-libia-le-falsa-narrazione-del-direttore-di-frontex/:

“*Non voglio che le persone vengano riportate in Libia ma è l’unico modo in

cui possiamo agire*”. Una frase che dice molto: l’agenzia riconosce

implicitamente cosa accade a chi viene riconsegnato ai libici, ma presenta

questa scelta come inevitabile, ignorando gli obblighi che vietano

espulsioni verso paesi in cui la vita delle persone è a rischio.

Anche gli scandali continuano a emergere. Nel luglio 2025 diversi media

europei pubblicano una nuova inchiesta

https://elpais.com/internacional/2025-07-07/frontex-transfirio-durante-anos-ilegalmente-a-europol-datos-de-migrantes-y-activistas.html

che

rivela come tra il 2016 e il 2023 Frontex abbia trasmesso illegalmente i

dati di oltre 13.000 persone all’Europol, che li consegnava a sua volta

alle forze di polizia nazionali. Le informazioni erano state raccolte

interrogando i migranti appena arrivati in Europa, in contesti di forte

vulnerabilità e senza adeguate tutele giuridiche. Ogni nome citato veniva

automaticamente registrato nel database dell’agenzia come persona

potenzialmente coinvolta nel traffico di esseri umani. Nella lista figurava

persino Helena Maleno, attivista spagnola per i diritti dei migranti,

accusata di tratta di esseri umani e favoreggiamento all’immigrazione

clandestina e poi assolta. Il Garante europeo della protezione dei dati ha

dichiarato la pratica illegale, costringendo Frontex a modificare i propri

protocolli.

La riforma del 2026

Il 2026 è l’anno in cui il mandato di Frontex sarà rivisto. La Commissione

europea ha avviato la procedura nell’estate del 2025 e nei prossimi mesi

dovrebbe presentare la proposta al Parlamento e al Consiglio. Il quadro che

emerge dai documenti già trapelati

https://www.statewatch.org/analyses/2026/frontex-mandate-review-2026-violent-border-practices-to-be-expanded-further/

e

dalle linee guida politiche della Commissione

https://commission.europa.eu/priorities-2024-2029_it è quello di

un’agenzia destinata a essere ulteriormente potenziata: lo Standing Corps

dovrebbe crescere da 10.000 a 30.000 effettivi, l’agenzia riceverebbe

tecnologie più avanzate per la sorveglianza e un ruolo più esteso nelle

deportazioni, inclusa la gestione dei cosiddetti “return hubs”, ovvero

centri di detenzione e rimpatrio in paesi terzi.

È in questo scenario che si inserisce l’indagine su Leggeri. Valutare la

responsabilità penale di un ex vertice dell’agenzia è una novità

significativa, in un sistema che ha storicamente operato nell’impunità. Ma

Leggeri oggi siede al Parlamento Europeo e l’agenzia che ha guidato per

sette anni si appresta a ricevere nuovi poteri e nuove risorse. Le morti

nel Mediterraneo continuano, così come i respingimenti e la retorica

istituzionale che li nasconde o li giustifica. Il caso giudiziario aperto a

Parigi pone una domanda precisa: chi risponde delle politiche che hanno

contribuito alla morte di oltre 34.000 persone

https://missingmigrants.iom.int/region/mediterranean nel Mediterraneo?

  1. Eva Castelletti lavora come Policy and Advocacy Assistant su

tematiche migratorie e di politica sociale. È autrice del libro *C’è di

mezzo il mare

https://www.meltingpot.org/2026/04/ce-di-mezzo-il-mare/*

(Temperatura

Edizioni, 2025), che affronta la cooperazione tra Italia e Libia nel

Mediterraneo e le violazioni dei diritti delle persone migranti. Con questa

pubblicazione supporta attivamente l’organizzazione Refugees in Libya. ↩︎

https://www.meltingpot.org/2026/05/il-caso-leggeri-e-limpunita-di-frontex/#d7909214-9048-495e-aade-8c0aae1908cc-link